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Nel Nord Italia smog in calo continuo da 20 anni

L’effetto del confinamento sanitario 2020

La quinta analisi degli scienziati sull’aria padana dice che il confinamento sanitario della primavera 2020 è stato rilevato dall’olfatto dei sensori, ma non tantissimo e in modo contraddittorio. [« Le emissioni dei precursori del PM10 », Alessandro Marongiu].
La chiusura di moltissime attività ha permesso di scoprire molte cose.
Per esempio, alcuni inquinanti sono calati, ma altri hanno mostrato che il primo fattore di emissione di questo inquinante è il traffico merci di camion e furgoni, mentre è marginale il ruolo del traffico di auto e moto.
Nelle settimane più dure di clausura virale sono calati gli ossidi di azoto (traffico) mentre le polveri hanno avuto una flessione poco accennata: invece di creare traffico per andare al lavoro o per portare a scuola i ragazzi, i padani si sono chiusi in casa e hanno inquinato facendo marciare a manetta gli impianti di riscaldamento.
E nell’ora più buia della clausura più rigorosa lo smog addirittura è salito nei giorni 5-13 marzo e 15-22 marzo 2020. [« Qualità dell’aria e Covid », Arianna Trentini].

Il progetto europeo Prepair

Per due giorni all’inizio di ottobre a Venezia il programma europeo Prepair ha riunito scienziati e pianificatori di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto con le altre regioni e province autonome del Nord Italia e con i vicini della Slovenia. Gli assessori regionali all’Ambiente Irene Priolo, Raffaele Cattaneo, Matteo Marnati e Gianpaolo Bottacin hanno promesso nuovi investimenti, si sono impegnati con la delegazione di ambientalisti, come Barbara Meggetto presidente della Legambiente Lombardia e Giorgio Zampetti direttore generale della Legambiente nazionale, che ha diffuso un interessante documento di proposta .

Intervenire sulle fonti vere dello smog

Certo, le Regioni si sono impegnate in sforzi significativi dal 2005, coordinate dall’Accordo del bacino padano, ma i risultati importanti sono ancora lontani dagli obiettivi.
Più piste ciclabili, più metropolitane e così via, però le fonti primarie dell’inquinamento dicono che le maggiori fonti di smog sono altre (trasporto delle merci, agricoltura e allevamenti, caminetti e stufe) mentre il positivo contributo ambientale di biciclette, pannelli solari e blocchi alle auto è utile sì, ma non risolve.

Perché l’inquinamento è sceso

Ciò che ha fatto scendere l’inquinamento, dicono gli scienziati, sono stati soprattutto due processi grandi e poco visibili.
Le grandi fabbriche di una volta, che sfoggiavano ciminiere fumose come simbolo di attivismo, producono in altre parti del mondo.
E, soprattutto, sono cambiate le tecnologie: azzerate le caldaie a carbone, quelle a gasolio sono rare; i motori emettono decine di volte meno inquinanti, i processi industriali sono migliori.
La scomparsa dei grandi inquinamenti ha reso evidente ciò che una volta era in secondo piano, come l’agricoltura o i caminetti. Gli assessori del Nord Italia protestano perché nel Pnrr non è compreso il progetto interregionale per l’aria con interventi quantificabili in 2 miliardi di euro.

La provocazione

Nel frattempo, l’altra settimana l’Oms ha indicato quali livelli di inquinanti sono tollerabili per un’aria sana. L’Ue potrebbe adottarli. Sbotta, con la voce roca e il tono provocatorio che lo caratterizzano, l’assessore lombardo Cattaneo: «Il piano padano non raggiungerebbe questi obiettivi nemmeno se si deportassero i 25 milioni di abitanti». Purtroppo Cattaneo ha ragione, l’aria padana sarebbe sopra ai nuovi limiti Oms anche se si tornasse al Medioevo, ma per fortuna la sfida ambientale non prevede soluzioni così drastiche.

Source

“https://www.ilsole24ore.com/art/nel-nord-italia-smog-calo-continuo-20-anni-AEXUuAq”
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