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Ita-Alitalia, Altavilla: «Dialogo con Fs per il biglietto unico treno-aereo»

Italia Trasporto Aereo lavora con Ferrovie dello Stato per un biglietto unico aereo-treno. È il presidente esecutivo della nuova compagnia aerea (che il 15 ottobre prevede di prendere il posto di Alitalia) a confermarlo durante l’EY Digital Summit. «Stiamo dialogando con l’amministratore delegato di Fs Luigi Ferraris perché l’intermodalità è una scelta obbligata — spiega Alfredo Altavilla —: vogliamo arrivare a un biglietto unico integrato e con Ferrovie ci siamo intesi, è una necessità per entrambi e per noi è un vantaggio competitivo rispetto alle low cost».

Le ipotesi sull’intermodalità

Come questo avverrà è ancora presto per dirlo e del resto gli interventi infrastrutturali da fare non sono pochi, in particolare quelli relativi ai binari che dovranno portare i treni ad alta velocità a ridosso dei grandi aeroporti, in particolare Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Ma secondo il presidente Altavilla «il Pnrr dà una possibilità straordinaria di creare una vera intermodalità, che è una via obbligatoria da seguire. Un progetto sfidante è quello di un biglietto unico». Una delle bozze di lavoro di circa tre anni fa — quando Fs stava provando a creare un consorzio con Delta Air Lines e Atlantia per rilevare Alitalia — prevedeva la sostituzione dei collegamenti aerei da Firenze e Napoli con i Frecciarossa fino a Fiumicino.

Il caso del marchio Alitalia

Ma prima Ita deve decollare. La data del 15 ottobre per ora resta confermata. Gli aerei e le divise saranno quelli di Alitalia in attesa che si schiarisca l’iter che porterà alla cessione del marchio tricolore. La newco non ha mandato un’offerta vincolante e la prima fase dell’asta (con un prezzo base di 290 milioni di euro) è andata deserta. Altavilla non ha mai nascosto le sue idee sul valore iniziale, ritenuto «irrealistico». Nella seconda fase si potranno fare offerte a un prezzo più basso. A chi gli chiede un commento sull’asta deserta il presidente risponde sorridendo con un «mannaggia, sono veramente sorpreso». Mentre sulla partecipazione o meno di Ita nella seconda gara replica con un «non so: se qualcuno si siede al tavolo da poker non dice le carte che ha in mano».

Come sarà Ita

«Gli italiani troveranno un vettore che non intende competere con le low cost» — racconta Altavilla parlando di Ita — perché «vuole offrire un servizio di livello, sia in termini di sostenibilità, con aerei nuovi molto più ecologici degli attuali, sia con l’attenzione ai servizi a bordo». Servizi — aggiunge — che le «low cost non riescono ad assicurare, perché volare con loro è farlo come polli in batteria». Eppoi, precisa, «daremo tutti i servizi inclusi senza nessun balzello». «Dobbiamo conquistare la fiducia degli italiani — ragiona — non solo per tornare a essere la compagnia di bandiera su carta ma vettore di riferimento per chi vuole spostarsi».

L’attacco alle low cost

Ma stare sul mercato in Italia, prosegue il presidente, «non è un’impresa banale» perché la concorrenza nel nostro Paese da parte delle low cost «è particolarmente feroce». Anche perché — attacca — le aviolinee a basso costo da noi «sono aiutate anche da politiche locali non molto sagge». Nel mirino finiscono gli incentivi, le attività di co-marketing e gli sconti nei confronti dei vettori in grado di garantire volumi di traffico al territorio. «Sarà un fronte molto caldo: qui nessuno vuole un occhio di riguardo, ma condizioni uguali per tutti», sostiene Altavilla. «Oggi le low cost hanno condizioni di privilegio importanti, con gli italiani che pagano in modo indiretto il sostentamento alle low cost grazie a sostegni regionali».

Le vendite

A livello commerciale Altavilla spiega che «il mercato sta lentamente riprendendo rispetto al periodo del Covid, siamo al +70% di prenotazioni sul mercato domestico rispetto allo scorso anno, ma siamo ancora lontani dal 2019». «Quello che preoccupa — spiega — è il mercato intercontinentale che non è più profittevole, le restrizioni rendono più lenta la ripresa, anche le anticipazioni delle previsioni Iata parlano di ripresa molto più lenta di quanto ci si aspettava». A proposito del segmento di lungo raggio Ita ha avviato le vendite dei voli per gli Stati Uniti: i primi voli sono previsti a novembre tra Roma Fiumicino e New York. Da marzo 2022 tocca alle rotte tra la capitale italiana e Miami e Boston, e tra Milano Malpensa e New York. Nell’estate 2022 dovrebbe riprendere la Roma Fiumicino – Los Angeles.

Il timore dello sciopero

Sul decollo di Ita però incombe lo spauracchio di un’agitazione del trasporto aereo proprio il 15 ottobre. «Questa minaccia di sciopero mi sembrerebbe una vergogna nazionale e qualcosa che danneggerebbe l’immagine del nostro Paese a livello internazionale che non riesco a comprendere come possa essere un argomento di pressione», dice Altavilla. «Per quanto mi riguarda non è assolutamente un argomento di pressione, anzi se qualcuno sta cercando il modo per sabotare definitivamente questa trattativa lo sciopero del 15 ottobre è la modalità perfetta».

Source

“https://www.corriere.it/economia/aziende/21_ottobre_06/ita-alitalia-altavilla-dialogo-fs-il-biglietto-unico-treno-aereo-86036704-269c-11ec-80e1-1715b255e4f7.shtml”
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