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Rapporto Ocse: Pil Italia +5,9%, ritorno ai livelli del 2019 nel 2022

Economic Survey sull’Italia

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06 settembre 2021″Si prevede che l’economia recuperi i livelli del 2019 entro la prima metà del 2022″, dopo una crescita per quest’anno stimata al 5,9%. “Il debito pubblico salirà quasi al 160% del Pil nel 2021”. E’ quanto prevede l’Ocse nella Economic Survey sull’Italia, invitando a “continuare a fornire sostegno fiscale, sempre più mirato, fino a quando la ripresa non sarà consolidata nei settori economico e occupazionale”. L’Ocse auspica anche “un piano fiscale di medio periodo da attuare una volta che la ripresa sarà consolidata”, per “ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil”.

L’economia italiana, scrive l’Ocse nel documento dedicato al nostro Paese, “si sta risollevando dalla crisi indotta dalla pandemia da Covid-19”. 

Franco: puntiamo a superare la lunga stagnazione pre-covid
“Puntiamo ad una crescita post-covid più alta di quella precedente la crisi legata alla pandemia. Dobbiamo superare la lunga stagnazione e questo è il nostro obiettivo principale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della presentazione del rapporto Ocse sull’Italia.  

“Siamo rivedendo le nostre previsioni e le stime nella nota di aggiornamento del Def che sarà pubblicata a fine mese”, ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della presentazione del rapporto Ocse sull’Italia. La previsione dell’Ocse, +5,9% per il 2021, “è ben al di sopra delle stime del Def del 5,4%” ma “è pienamente in linea con le più aggiornate previsioni”.

L’Italia come altri Paesi in Europa e nel Mondo sta attraversando “tempi interessanti e sfidanti” con la crisi Covid e “ora siamo entrati in una fase sfidante sull’attuazione” del piano di ripresa e resilienza legato a Next Generation Eu,ha affermato il ministro dell’Economia.

Franco: “Quota 100 scade, in manovra soluzione equilibrata”
Fra la fine del 2021 e l’inizio del prossimo anno “avremo un forte cambiamento nei requisiti di pensionamento, e quota 100 scadrà. Siamo consapevoli che alcuni settori economici affrontano difficoltà, sono aspetti da tenere in considerazione”, ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco durante una conferenza stampa sulla Italy Survey dell’Ocse. “Dobbiamo discuterne nel Governo” ma “sono fiducioso che l’esecutivo troverà una soluzione equilibrata nella prossima legge di bilancio”. 

Pil Italia: ritorno ai livelli del 2019 nel 2022 
“Il generoso sostegno del Governo ha mitigato le perdite di posti di lavoro  e le avversità, e ha altresì preservato la capacità produttiva”,continua l’organismo internazionale con sede a Parigi, aggiungendo che “le garanzie sui prestiti e le moratorie sul rimborso del debito hanno sostenuto la liquidità delle imprese e ne hanno limitato i fallimenti. I regimi di lavoro a tempo ridotto e il divieto di licenziamento sono stati integrati da un sostegno al reddito per coloro che non beneficiano  delle reti di sicurezza esistenti, unitamente al rinvio delle date di pagamento delle imposte dovute. La frequenza scolastica e i risultati dell’istruzione risultano  peggiorati per gli individui più svantaggiati; per contro,  l’isolamento sociale dovuto al lockdown si è associato  a un aumento della violenza domestica”.   

Per l’Ocse, “un significativo sostegno fiscale nel 2021favorirà la ripresa nel breve termine, con l’accelerazione deitassi di vaccinazione e l’allentamento  delle restrizioni. Più ingenti investimenti pubblici, ivi inclusi quelli finanziati dai fondi Next Generation EU, unitamente a una maggiore fiducia e livelli di  domanda più elevati, sosterranno gli investimenti nel settore privato”.   

E “tuttavia, rispetto ad altre grandi economie – avverte l’organismo parigino – in Italia la ripresa continuerà  a ritardare, con un Pil che recupererà i livelli del  2019 solo nel primo semestre del 2022. Si prevede  altresì un aumento dei consumi allorché le famiglie  saranno in grado di utilizzare parte dei loro risparmi  e i livelli di occupazione aumenteranno”.   

L’Ocse definisce quindi “necessarie” le riforme della finanza pubblica “per favorire una crescita più rapida e un aumento quantitativo e qualitativo dei posti di lavoro”. “Nonostante una spesa pubblica relativamente elevata, la spesa che può sostenere meglio la crescita e il benessere è modesta e ha altresì subito un decremento”. “I fondi di sovvenzione di Next Generation EU – precisa l’Ocse – si aggirano  attorno al 13,5%del PIL del 2020. La lentezza storica dei tassi di assorbimento dei fondi Ue deriva da alcuni fattori che ostacolano la progettazione, l’approvazione e l’attuazione dei programmi. Gli appalti sono lenti, la  concorrenza è limitata e le capacità variano notevolmente”.

L’Ocse raccomanda quindi di “migliorare la composizione della spesa pubblica al fine di promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro. Migliorare il coordinamento tra le agenzie incaricate dell’attuazione dei progetti di investimento pubblico al fine di aumentare i livelli di esborso. Compattare le procedure di contratti pubblici attualmente affidate a molteplici agenzie di piccole dimensioni e concentrarle in un numero inferiore  di enti dotati di maggiore capacità”. 

Cormann: obiettivo Italia sia crescita sostenibile
L’Italia va verso una crescita “di circa il 6% quest’anno” dopo la forte recessione del 2020, ora “l’obiettivo è rendere la crescita più forte e sostenibile” su base strutturale. Lo ha detto Mathis Cormann, segretario generale dell’Ocse, presentando in una conference call virtuale la Economic Survey sull’Italia assieme al ministro dell’Economia Daniele Franco.  Cormann si è soffermato sulla necessità di maggiore concorrenza per la produttività e di una riforma della Pa.

“Reddito ha attutito povertà ma pochi trovano impiego”
L’introduzione del reddito di cittadinanza “ha contribuito a ridurre il livello di povertà delle fasce più indigenti della popolazione” e sebbene i livelli di povertà siano aumentati con la pandemia, “nel 2020 i trasferimenti pubblici hanno limitato la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie al 2,6% in termini reali”,  scrive l’Ocse, ricordando che,rispetto alla raccomandazione a rafforzare i servizi di assistenza sociale a livello comunale e stabilire una collaborazione con i i servizi pubblici per l’impiego, “il numero di beneficiari che di fatto hanno poi trovato impiego è scarso”.

Ocse: in Italia serve taglio permanente cuneo fiscale
“In Italia il livello del cuneo fiscale è il quinto più alto nell’area Ocse. Questo non aiuta l’occupazione, in un Paese in cui solo il 57% della popolazione è occupato contro una media Ocse del 67%”.   Lo ha detto Laurence Boone, capo economista dell’Ocse. “Il governo ha riconosciuto l’impatto di questa situazione riducendo temporaneamente il cuneo fiscale per i giovani e le donne. Forse dovrebbe considerare una riduzione permanente per tutti i lavoratori, in particolare le donne”, ha detto Boone riferendosi al piano di riforma fiscale che dovrebbe essere orientato alla riduzione dell’evasione e all’equità. 

 Ocse all’Italia: contenere spesa pensioni, via quota 100
“Contenere la spesa pensionistica lasciando scadere il regime di pensionamento anticipato (“Quota100”) e la cosiddetta “Opzione Donna” nel  dicembre 2021, e ristabilire immediatamente la correlazione tra età pensionabile e speranza”: questa una delle raccomandazioni rivolte dall’Ocse all’Italia nel documento ‘studi economici 2021’ pubblicati oggi.

“Le pressioni sulla spesa legate all’invecchiamento demografico e agli interessi sono elevate e destinate ad aumentare nel lungo termine”, avverte l’organismo internazionale con sede a Parigi,ricordando che “il governo si è impegnato a ripristinare i livelli di debito pre-Covid”. 

L’Ocse all’Italia: “Spingere investimenti e produttività”
Incrementare investimenti e produttività: è l’appello  all’Italia da parte dell’Ocse,secondo cui “gli incentivi governativi, compreso il recente aumento temporaneo delle  agevolazioni relative al patrimonio netto d’impresa compensano solo in  parte gli ostacoli normativi all’aumento degli investimenti”.   

“La produttività  del settore dei servizi – avvert l’organizzazione  nel documento ‘Studi economici dell’Ocse. Italia 2021’ – è inferiore a quella del settore manifatturiero e i livelli  di crescita delle imprese sono inferiori a quelli degli altri Paesi dell’Ocse. I regolamenti sono sovente anticoncorrenziali”.

L’organismo parigino raccomanda quindi al nostro Paese di “ridurre le barriere normative all’ingresso peri servizi professionali, altresì sostituendo i sistemi di licenza con schemi di certificazione meno  distorsivi”, ma anche”introdurre un comitato nazionale per la produttività che individui e comunichi i costi e i benefici delle riforme e costruisca un consenso nazionale. Assicurarsi che l’agevolazione fiscale per il patrimonio netto delle imprese sia sufficientemente prevedibile e generosa da ridurre la distorsione tra debito e patrimonio netto”. 

In Italia, sottolinea l’organismo parigino, “i tassi di investimento sono tra i più bassi dell’area dell’Ocse, frenati dall’incertezza, dall’elevato fabbisogno di leva finanziaria e dalla carenza di accesso a finanziamenti in conto  capitale”.

Per l’Ocse,  “maggiori investimenti pubblici finanziati da Next Generation EU e generosi incentivi fiscali  possono attrarre investimenti privati, a condizione  che i livelli di leva finanziaria non riducano l’assunzione di rischi da parte delle imprese”.Inoltre, il “miglioramento qualitativo della pubblica amministrazione e le iniziative volte a diminuire il grado percepito  di corruzione ridurrebbero la necessità di incentivi fiscali e sosterrebbero altresì gli investimenti”. Ma non è tutto. L’Ocse sottolinea che “una  più rapida diffusione della banda larga favorirebbe  la digitalizzazione del settore privato e una maggiore fruizione della crescente gamma di servizi pubblici disponibili on line”.

“La crescita stagnante della produttività negli ultimi due decenni è scaturita dal ritardo della produttività del settore dei servizi. La produttività del settore  manifatturiero è cresciuta grazie alla realizzazione di maggiori investimenti e dall’uscita di scena delle aziende meno produttive. Al contrario, le barriere normative, ivi incluse quelle  che contrastano con le raccomandazioni emesse dall’autorità per la concorrenza, pongono elevate barriere all’ingresso nel settore delle vendite al  dettaglio e dei servizi professionali. Ciò a sua volta deprime la concorrenza e l’innovazione”, conclude l’Ocse.

Il nodo digitalizzazione
“L’Italia vanta un livello scarso di alfabetizzazione digitale e di adozione di servizi digitali rispetto al resto dei Paesi dell’Ocse”, sottolinea l’Ocse nello studio economico sull’Italia spiegando che “solo il 44% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, a fronte della media dell’Ue pari al 57%”. Per questo è necessario “sostenere una più rapida diffusione della banda larga veloce, attualmente molto limitata” perché ciò “potrebbe accelerare il processo di digitalizzazione”.

Secondo l’Ocse “l’intera pubblica amministrazione appare priva di personale dotato  delle competenze necessarie. L’accelerazione del pensionamento dei dipendenti pubblici nel corso del prossimo decennio consentirà di attuare un  processo di rinnovamento, a patto che il processo di assunzione sia più agile e anticipi il fabbisogno di competenze, e a condizione che i dipendenti  pubblici che andranno in pensione possano trasmettere la loro esperienza ai nuovi assunti”.   

“Disporre di competenze più solide – prosegue l’organismo internazionale con sede a Parigi – sarà altresì essenziale per sfruttare ulteriormente i vantaggi della  digitalizzazione”.

Source

“https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Rapporto-Ocse-9a57f1ad-0288-4678-9ced-a0cffda16282.html”
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