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IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora!) il Partito al di sopra di tutti i partiti.

In attesa del referendum ecco il Ddl Boschi

-  il Fatto 11.03.2015

ADDIO AL BICAMERALISMO perfetto e largo a un senato di nominati (con indennità). In più, corsia preferenziale per i disegni di legge del governo. Sono i punti principali della riforma costituzionale approvata ieri in prima lettura dalla Camera, che ora dovrà tornare in Senato per la votazione che chiuderà il primo passaggio.

In base all’articolo 138 della Carta, la riforma va votata in doppia lettura dalle due Camere, e nella seconda votazione dovrà essere approvata con la maggioranza assoluta (maggioranza dei componenti). Alla fine dei passaggi parlamentari si terrà un referendum. I cittadini potrebbero esprimersi su un ddl che abolisce il bicameralismo perfetto. Non più due rami del Parlamento con eguali poteri, ma una Camera “forte” che potrà approvare da sola gran parte delle leggi. Il Senato diventa un organo per lo più consultivo, con “funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica”.

Soprattutto, diventa un ente ad elezione indiretta, ovvero composto da 100 senatori (prima erano 315): 95 scelti tra consiglieri regionali e sindaci, votati dai Consigli regionali, a cui questi si aggiungono i 5 senatori nominati dal Capo dello Stato, in carica per 7 anni, ed eventualmente gli ex presidenti della Repubblica. I membri del nuovo Senato non percepiscono indennità parlamentari, ma godono dell’immunità. Palazzo Madama può chiedere di esaminare i ddl approvati dalla Camera, e suggerire modifiche, ma il via libera definitivo lo darà comunque Montecitorio.

Rimangono alcune materie per cui è obbligatorio il sì delle due Camere: le riforme e le leggi costituzionali, le leggi elettorali del Parlamento e degli enti locali, le ratifiche dei trattati internazionali e le leggi sui referendum popolari. Previsto il voto a data certa, grazie a cui il governo può chiedere un ddl essenziale per l’attuazione del programma venga approvato entro 70 giorni dalla delibera della Camera. Cambiano i quorum. Quello per l’elezione del Capo dello Stato, dopo il quarto scrutinio, prevede la maggioranza dei tre quinti dei parlamentari (prima bastava la maggioranza assoluta) e quella dei tre quinti dei votanti dopo il settimo. Referendum abrogativo: se a chiederlo sono 800 mila cittadini, può passare con la maggioranza dei votanti alle ultime Politiche (e non più degli aventi diritto al voto).

A verbale

Ecco i 357 che distruggono la Costituzione

-  il Fatto, 11.03.2015

Alle 12:33 di ieri, l’aula di Montecitorio ha approvato il ddl costituzionale sulla riforma del Senato. Al momento della votazione erano presenti in 489. Hanno votato in 482: 347 hanno detto “sì”, 125 “no”, 7 si sono astenuti. Di seguito i nomi di chi ha voluto modificare la Costituzione.

-  AP (NCD/UDC) Ferdinando Adornato, Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Dorina Bianchi, Paola Binetti, Antonino Bosci, Raffaele Calabrò, Luigi Casero, Giuseppe Castiglione, Andrea Causin, Angelo Cera, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Giampiero D’Alia, Nunzia De Girolamo, Vincenzo Garofalo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Antonino Minardo, Dore Misuraca, Alessandro Pagano, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Gianfranco Sammarco, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi, Raffaello Vignali.
-  FI Gianfranco Rotondi
-  GRUPPO MISTO Aniello Formisano, Edoardo Nesi, Renata Bue-no, Daniel Alfreider, Renate Gebbhard, Mauro Ottobre, Albrecht Plangger, Manfred Schullian, Marco Di Lello, Oreste Pastorelli.
-  PD Luciano Agostini, Roberta Agostini, Luisella Albanella, Tea Albini, Maria Amato, Vincenzo Amendola, Sesa Amici, Sofia Amoddio, Maria Antezza, Michele Anzaldi, Ileana Argentin, Tiziano Arlotti, Anna Ascani, Pier Paolo Baretta, Cristina Bargero, Davide Baruffi, Lorenzo Basso, Alfredo Bazoli, Teresa Bellanova, Gianluca Benamati, Paolo Beni, Marco Bergonzi, Marina Berlinghieri , Giuseppe Berretta, Pier Luigi Bersani, Stella Bianchi, Rosy Bindi, Caterina Bini, Franca Biondelli, Tamara Blazina, Luigi Bob-ba, Sergio Boccadutri, Gianpiero Bocci, Antonio Boccuzzi, Paola Boldrini, Paolo Bolognesi, Lorenza Bonaccorsi, Fulvio Bonavitacola, Francesco Bonifazi, Francesca Bonomo, Michele Bordo, Enrico Borghi, Ilaria Borletti Dell’Acqua, Maria Elena Boschi, Luisa Bossa, Chiara Braga, Giorgio Brandolin, Alessandro Bratti, Gianclaudio Bressa, Vincenza Bruno Bossio, Giovanni Mario Salvino Burtone, Vanessa Camani, Micaela Campana, Emanuele Cani, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Ernesto Carbone, Daniela Cardinale, Renzo Carella, Anna Maria Carloni, Elena Carnevali, Mara Carocci, Marco Carra, Pier Giorgio Carrescia, Floriana Casellato, Franco Cassano, Antonio Castricone, Marco Causi, Susanna Cenni, Bruno Censore, Khalid Chauki, Eleonora Cimbro, Laura Coccia, Matteo Colaninno, Miriam Cominelli, Paolo Coppola, Maria Coscia, Paolo Cova, Stefania Covello, Filippo Crimì, Diego Crivellari, Magda Culotta, Gianni Cuperlo, Luigi Dallai, Gian Pietro Dal Moro, Cesare Damiano, Vincenzo D’Arienzo, Alfredo D’Attorre, Umberto Del Basso De Caro, Carlo Dell’Aringa, Andrea De Maria, Rogeder De Menech, Marco Di Maio, Vittoria D’Incecco, Titti Di Salvo, Marco Di Stefano, Marco Donati, Umberto D’Ottavio, Guglielmo Epifani, David Ermini, Marilena Fabbri, Luigi Famiglietti, Edoardo Fanucci, Davide Faraone, Gianni Farina, Marco Fedi, Donatella Ferranti, Alan Ferrari, Andrea Ferro, Emanuele Fiano, Massimo Fiorio, Giuseppe Fioroni, Cinzia Maria Fontana, Paolo Fontanelli, Filippo Fossati, Gian Mario Fragomeni, Dario Franceschini, Silvia Fregolent, Gianluca Fusilli, Maria Chiara Gadda, Giampaolo Galli, Guidi Galperti, Paolo Gandolfi, Laura Garavini, Francesco Saverio Garofani, Daniela Matilde Gasparini, Federico Gelli, Manuela Ghizzoni, Roberto Giachetti, Anna Giacobbe, Antonello Giacomelli, Federico Ginato, Dario Ginefra, Tommaso Ginobile, Andrea Giorgis, Gregorio Gitti, Fabrizia Giuliani, Giampiero Giulietti, Marialuisa Gnecchi, Sandro Gozi, Gero Grassi, Maria Gaetana Greco, Monica Gregori, Chiara Grimaudo, Giuseppe Guerini, Lorenzo Guerini, Mauro Guerra, Maria Tindara Gullo, Itzhak Yoram Gutgeld, Maria Iacono, Tino Iannuzzi, Leonardo Impegno, Antonella Incerti, Wanna Iori, Luigi Lacquaniti, Francesco La Forgia, Francesca La Marca, Enzo Lattuca, Giuseppe Lauricella, Fabio Lavagno, Donata Lenzi, Enrico Letta, Danilo Leva, Emanuele Lodolini, Alberto Losacco, Luca Lotti, Maria Anna Madia, Patrizia Maestri, Ernesto Magorno, Gianna Malisani, Simona Flavia Malpezzi, Andrea Manciulli, Massimiliano Manfredi, Irene Manzi, Daniele Marantelli, Marco Marchetti, Maino Marchi, Raffaella Mariani, Elisa Mariano, Siro Marrocu, Umberto Marroni, Andrea Martella, Pierdomenico Martino, Michela Marzano, Federico Massa, Davide Mattiello, Matteo Mauri, Alessandro Mazzoli, Fabio Melilli, Marco Meloni, Michele Meta, Marco Miccoli, Gennaro Migliore, Emiliano Minnucci, Anna Margherita Miotto, Antonio Misiani, Michele Mognato, Francesco Monaco, Colomba Mongiello, Daniele Montroni, Alessia Morani, Roberto Morassut, Sara Moretto, Antonino Moscatt, Romina Mura, Delia Murer, Alessandro Naccarato, Martina Nardi, Giulia Narduolo, Michele Nicoletti, Nicodemo Oliverio, Matteo Orfini, Andrea Orlando, Alberto Pagani, Giovanna Palma, Valentina Paris, Dario Parrini, Edoardo Patriarca, Vinicio Peluffo, Caterina Pes, Paolo Petrini, Liliana Cathia Piazzoli, Teresa Piccione, Flavia Piccoli Nardelli, Giorgio Piccolo, Salvatore Piccolo, Nazareno Pilozzi, Giuditta Pini, Barbara Pollastrini, Fabio Porta, Giacomo Portas, Ernesto Preziosi, Francesco Prina, Lia Quartapelle, Fausto Raciti, Michele Ragosta, Roberto Rampi, Ermete Realacci, Francesco Ribaudo, Matteo Richetti, Andrea Rigoni, Maria Grazia Rocchi, Giuseppe Romanili , Andrea Romano, Ettore Rosato, Paolo Rossi, Anna Rossomando, Michela Rostan, Alessia Rotta, Simonetta Rubinato, Angelo Rughetti, Giovanni Sanga, Luca Sani, Francesco Sanna, Giovanna Sanna, Daniela Sbrollini, Ivan Scalfarotto, Gian Piero Scanu, Gea Schirò, Chiara Scuvera, Angelo Senaldi, Marina Sereni, Camilla Sgambato, Elisa Simoni, Roberto Speranza, Nico Stumpo, Luigi Taranto, Mino Taricco, Assunta Tartaglione, Veroni Tentori, Alessandro Terrosi, Marietta Tidei, Irene Tinagli, Mario Tullo, Valeria Valente, Simone Valiante, Franco Vazio, Silvia Velo, Laura Venittelli, Liliana Ventricelli, Walter Verini, Rosa Calipari, Sandra Zampa, Alessandro Zan, Giorgio Zanin, Giuseppe Zappulla, Diego Zardini, Davide Zoggia.
-  PI-CD Roberto Capelli, Federico Fauttilli, Gian Luigi Gigli, Carmelo Lo Monte, Mario Marazziti, Gaetano Piepoli, Domenico Rossi, Milena Santerina, Mario Sberna, Bruno Tabacci.
-  SC Alberto Bombassei, Mario Catania, Antimo Cesaro, Angelo D’Agostino, Stefano Dambruoso, Giovanni Falcone, Adriana Galgano, Gianfranco Librandi, Andrea Mazziotti di Celso, Bruno Molea, Roberta Oliaro, Giuseppe Quintarelli, Mariano Rabino, Giulio Cesare Sottanelli, Pier Paolo Vargiu, Andrea Vecchio, Valentina Vezzali, Paolo Vitelli, Enrico Zanetti.
-  Binetti e D’Attorre Ansa, Dlm

Sinistrati

Minoranza Pd, gente senza dignità

Obbedite sempre e comunque al capo di turno

di Maurizio Viroli (il Fatto, 11.03.2015)

Persone senza dignità, senza intelligenza politica, senza senso di responsabilità repubblicana: questa è la minoranza del Pd (della maggioranza non merita neppure discorrere). Senza dignità perché dignità impone coerenza fra pensiero e azione, e dunque se avete dichiarato, come avete dichiarato, (vero Bersani?) che la riforma renziana della Costituzione, accompagnata dalla nuova legge elettorale rompe l’equilibrio democratico e poi votate l’una e l’altra siete persone indegne. Non sono affatto sorpreso del loro comportamento. Bersani e gli altri vengono dal Pci, che tutto era fuorché una scuola di schiene dritte (nobili eccezioni a parte). Li hanno abituati ad obbedire al segretario perché il segretario è il segretario. Sono ancora così.

Non avrei mai immaginato di dover giungere ad una conclusione siffatta, ma devo riconoscere che se in Italia avessero vinto i comunisti avremmo avuto un regime autoritario per la semplice ragione che i “bersani” sono servi della peggior specie, quelli che obbediscono al capo di turno perché è il capo. Senza intelligenza politica: perché non capiscono che oggi già non contano nulla e domani, a riforma approvata, conteranno ancora meno. Renzi non riconoscerà loro alcunché. Vuole servi docili, non servi che si permettono qualche mugugno . Si sente onnipotente perché sa che vincerebbe le elezioni e dunque ritiene che gli sia dovuta obbedienza assoluta. Diventato padrone delle liste elettorali, li butterà fuori e nessuno dirà una parola in loro difesa perché non lo meritano. A onor del vero un riconoscimento lo meritano. I Bersani, i D’Alema, i Veltroni, i Fassino e i loro corrispettivi locali una grande opera politica l’hanno realizzata, quella di distruggere la tradizione del socialismo in Italia.

Non c’era riuscito il fascismo, non c’era riuscita la Cia, non c’era riuscita la Dc, ce l’hanno fatta loro con le loro fredde intelligenze, capaci di minuziosi calcoli senza mai l’ombra di un principio, di un’idea nobile, di una visione politica. Congratulazioni vivissime. Senza responsabilità repubblicana: capisco che il concetto di responsabilità repubblicana risulti ostico per chi è passato dalle Frattocchie ai talk show. Ma provo a spiegarlo.

Responsabilità repubblicana vuol dire che voi avete soltanto un dovere, quello di servire la nazione, cioè la forma repubblicana descritta dalla Costituzione. Ogni altra considerazione è del tutto irrilevante. Se dunque con il vostro voto devastate, per vostra stessa ammissione, la forma repubblicana, venite meno al vostro primo dovere. Le vostre parole sulla lealtà di partito, o addirittura alla “ditta” fanno soltanto pena e ribrezzo.

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